Una partita folle, sporca, bellissima e terribile allo stesso tempo. Decisamente non adatta ai deboli di cuore. Il trionfo della Roma a Parma è una di quelle vittorie che può cambiare il rumore di una stagione. Una partita che sembrava persa, scivolata via insieme ai sogni Champions, e che invece la squadra di Gasperini ha avuto la forza, forse per la prima volta davvero in questa stagione, di riprendersi con rabbia, orgoglio e disperazione. Perché il 3-2 del Tardini non è solo una vittoria. È un messaggio. Alla Juventus. Al Milan. E forse anche alla stessa Roma, che adesso guarda la classifica e vede qualcosa che fino a poche settimane fa sembrava fantascienza: la Champions non è più un miraggio. La serata sembrava apparecchiata perfettamente. Primo tempo dominato: intensità alta, qualità, personalità. La Roma entra in campo con la faccia giusta e passa subito con Donyell Malen, ormai trasformato in una macchina da gol. Dietro quel vantaggio c’è soprattutto il ritorno di Paulo Dybala, finalmente titolare e finalmente vero Dybala: assist, giocate, ritmo, fantasia. L’argentino illumina il Tardini e regala anche a Matias Soulé il pallone del possibile 2-0, ma il palo salva il Parma. LEGGI ANCHE – Dybala: “Nessuna chiamata dal club, il derby sarà la mia ultima all’Olimpico” E lì, forse, la Roma commette il primo errore della sua serata: non chiudere la partita quando ne aveva il pieno controllo. Perché nella ripresa cambia tutto. Il Parma rientra con piglio e coraggio, la Roma invece con la testa troppo morbida. Basta una leggerezza di Mario Hermoso per spalancare il contropiede che porta all’1-1 di Strefezza. E da lì il match gira completamente. La Roma perde distanze, compattezza, sicurezza. Il Parma prende fiducia, corre, attacca, sente l’odore dell’impresa. E quando Keita firma il 2-1, il Tardini ha davvero la sensazione di stare assistendo al colpo che può spezzare definitivamente la rincorsa Champions dei giallorossi. Anche perché subito dopo Malen ha due occasioni gigantesche per pareggiarla. Due. E le sbaglia entrambe, ipnotizzato da Suzuki. Un evento quasi paranormale, visto quello che l’olandese aveva mostrato negli ultimi mesi. E invece, proprio quando tutto sembrava finito, succede ciò che non era mai successo davvero in questa stagione: la Roma ribalta il destino negli ultimi minuti. L’uomo della svolta è Rensch. Entra e cambia la partita. Prima trova il 2-2 con un destro violento dal limite, poi si procura il rigore della speranza. Chiffi inizialmente fischia fallo in attacco, poi viene richiamato dal VAR e cambia decisione. E allora il pallone pesa come una montagna. Minuto 100. Sul dischetto ci va ancora Malen. Proprio lui. Quello che pochi minuti prima sembrava aver sprecato tutto. Stavolta però l’olandese non trema. Destro feroce, quasi all’incrocio. Gol. E lì esplode tutto. Panchina, settore ospiti, speranze, rabbia, liberazione. La Roma resta viva. Più viva che mai. Perché mentre il Milan crolla contro l’Atalanta, i giallorossi si ritrovano incredibilmente agganciati ai rossoneri e a un passo dalla Juventus. Sei punti ancora disponibili. Due partite. Un derby. Un finale totalmente impazzito. E adesso sì, davvero, può succedere di tutto. LEGGI ANCHE – Gasperini: “Rensch decisivo, Malen ha alzato il nostro livello. Dybala? Speriamo di non doverci rammaricare…” Giallorossi.net – Andrea Fiorini Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!