Gian Piero Gasperini has transformed his standing at AS Roma in the year since his appointment was met with fierce fan opposition. Exactly one year ago, a banner outside the Stadio Olimpico protested against bringing Gasperini to the club, calling him the least suitable candidate to connect with supporters. However, the coach acknowledged in a post-match interview that the criticism had some validity at the time. Within weeks of taking charge, Gasperini reversed the initial perception through results on the pitch.
Roma's early-season performance under Gasperini was remarkable. After 12 matches, the club stood alone at the top of Serie A with 27 points, nine wins, and just six goals conceded—a strong foundation built more on defensive solidity than the spectacular attacking football of his earlier Atalanta years. This unexpected start transformed Gasperini from an outsider into the coach of a league-leading Roma side. Gasperini acknowledged that the initial hostile reception made sense given the circumstances, but he won over the Giallorossi faithful by delivering results and earning their trust through performance.
The strong opening campaign, while partly attributable to Gasperini's tactical work, also benefited from favorable moments, including a narrow home victory against Verona. However, the early momentum eventually gave way to more challenging circumstances as the season progressed. Despite this fluctuation, Gasperini's transformation from a controversial appointment to a figure celebrated by supporters remains a significant shift in the club's narrative.
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Un anno esatto dopo lo striscione di contestazione, il tenico ha conquistato tutti. Ora la piazza giallorossa è ai suoi piedi Redazione 18 maggio - 16:21 Mancio-Man, la nuova canzone di Scuallero per il derby fa impazzire i tifosi L'avvio sprint Forse è vero: Gasperini era "il candidato meno adatto per entrare in sintonia con la gente". Lo ha ammesso lui stesso nel post partita del derby e, a ripensare al punto di partenza, tutti i torti non li ha. Era il 19 maggio 2025, esattamente un anno fa, quando fuori dall’Olimpico apparve uno striscione durissimo contro l’allora tecnico dell’Atalanta, già in cima alla lista dei possibili successori di Ranieri: "Rispettate la nostra storia, non portate quella m**** di Gasperini a Trigoria!". Un messaggio inequivocabile, che a dodici mesi di distanza stride e non poco con l’immagine del tecnico giallorosso in festa sotto la Curva Sud. Eppure Gasperini ha impiegato poche settimane per ribaltare la percezione iniziale. Il modo più semplice è stato quello che conosce meglio: il campo. Dopo 12 giornate la Roma era prima in classifica, da sola, con 27 punti, 9 vittorie e appena 6 gol subiti. Un avvio inatteso, costruito più sulla solidità che sul calcio spettacolare dei tempi migliori di Bergamo. Quello sprint però, si è trasformato anche in un boomerang quando la barca ha cominciato a muoversi in acque meno calme. Perché quell’inizio aveva illuso tutti, forse anche lo stesso Gasperini. La verità invece è che era stato un piccolo miracolo del tecnico, misto anche a qualche episodio favorevole, come nella sofferta vittoria casalinga contro il Verona (ultimo ostacolo per la corsa Champions). Ma il dato di fatto era già evidente: dopo poche settimane Gasperini non era più un "nemico", era diventato l’allenatore di una Roma prima in classifica. © RIPRODUZIONE RISERVATA Commenta Continua la lettura Commenti Invia Commento Tutti Leggi altri commenti