Roma legend Bruno Conti has shared his experience fighting lung cancer and reflected on his early career and philosophy for youth development. Speaking to Vivo Azzurro TV, Conti recalled his unlikely path to becoming a professional footballer, describing how scouts initially doubted his physical readiness despite his technical ability. He explained: "They said 'he's technically good, but physically he's not ready'. I didn't let it bother me though—the next day I'd be back out on the street playing with friends. For me, sport was fun." Conti credited a chance encounter at a local tournament in Nettuno with leading to his Roma career, when scout Antonio Trebiciani spotted him and recommended him to the club.
Conti emphasized the importance of proper youth coaching structures at Roma, arguing that technical development should take priority over physical attributes and tactical instruction at younger age groups. He stated that educators rather than tactical coaches are needed from Under-10 to Under-14 levels to teach fundamental skills and technique. He reflected on his proudest achievement not as winning trophies, but developing players like Francesco Totti and Daniele De Rossi through the academy system.
Regarding his health battle, Conti revealed he was diagnosed with lung cancer three years ago and underwent treatment that included hair loss. He acknowledged the emotional toll initially, saying: "At first I didn't want to do anything. My luck was having my family close. My wife gave me incredible strength—I owe her everything."
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Bruno Conti racconta la malattia: “Non volevo fare niente. Devo tutto a mia moglie” - Forzaroma.info Forzaroma.infoI migliori video scelti dal nostro canaleforzaroma news as roma Bruno Conti racconta la malattia: “Non volevo fare niente. Devo tutto a mia moglie”news as romaBruno Conti racconta la malattia: “Non volevo fare niente. Devo tutto a mia moglie”Getty ImagesLa leggenda giallorossa tra i momenti difficili per il tumore, i ricordi del suo arrivo a Trigoria e il settore giovanile: "Servono gli educatori fino all'Under 14. E bisogna insegnare il gesto tecnico, non la tattica" Redazione 4 maggio - 13:11 Bruno Conti si racconta. La leggenda della Roma e della Nazionale apre le porte a ricordi ed emozioni per il canale della Figc, 'Vivo Azzurro TV', parlando anche dei suoi inizi da calciatore: "Dicevano ‘è bravo tecnicamente, ma fisicamente non è pronto’. Io però non ci rimanevo male, il giorno dopo ero di nuovo in strada a giocare con gli amici. Per me lo sport era divertimento. A Nettuno si facevano i famosi tornei dei bar. Un giorno venne a vedere una partita Antonio Trebiciani, che allenava la Primavera della Roma. La sera stessa mi chiamò il presidente dell’Anzio e mi disse che la Roma mi aveva preso. Quando lo riferii a mio padre, grandissimo tifoso romanista, non stava nella pelle”. Poi il lavoro nel settore giovanile giallorosso: “Oggi vedo che si predilige il fisico rispetto alla tecnica. Dall’Under 10 all’Under 14 servono gli educatori, non gli allenatori. C’è bisogno di chi insegna i fondamentali del calcio, il gesto tecnico. Non si deve parlare di tattica. La mia più grande soddisfazione non era vincere gli Scudetti, ma vedere ragazzi come Totti, De Rossi e Aquilani arrivare in prima squadra. Questo era il mio obiettivo. Bisogna riscoprire i vivai, bisogna credere nei nostri ragazzi”. Infine un pensiero anche ai momenti difficili per la malattia: “Tre anni fa mi hanno trovato un tumore al polmone. Mi avevano toccato la cosa che amo di più, i miei capelli. All’inizio non avevo voglia di fare niente, la mia fortuna è stata avere la famiglia vicino. Mia moglie mi ha dato una forza incredibile, le devo tutto”.Leggi anche Roma-Fiorentina, i convocati di Gasperini: torna Koné. Out Zaragoza Mourinho-Roma, cinque anni fa l’annuncio. E tra i tifosi è subito ‘nostalgia... © RIPRODUZIONE RISERVATA