di Gabriele Spalletta 6 Minuti di Lettura venerdì 24 aprile 2026, 14:26 - Ultimo aggiornamento: 14:33 AS Roma - Newsletter Ogni giorno le notizie della tua squadra del cuore Iscriviti e ricevi le notizie via email Un Gian Piero Gasperini pungente nella conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Roma. L'allenatore si è presentato ai giornalisti poco dopo il comunicato del club sulla separazione con Claudio Ranieri. «La fiducia da parte della società non mi è mai mancata», lo commenta così prima di affrontare tanti altri temi, dal rapporto con Frederic Massara al ritorno di Paulo Dybala. Il tecnico ha cercato quanto più possibile di mettere il focus sul campo, perché i giallorossi hanno ancora la possibilita (remota) di finire tra le prime quattro. Ma tornare a parlare degli attriti interni al centro sportivo è stato inevitabile. Di seguito le dichiarazioni del tecnico. Le parole di Gasperini in conferenza Un suo commento sul comunicato della separazione con Ranieri. «Evidenzia due cose. Una è la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società, fin dal primo giorno, c'è sempre stato sostegno. L'altra cosa importante è che la Roma è davanti a tutto».C’è qualcosa che le ha dato dispiacere delle parole di Ranieri? «Dispiaciuto perché non avevo mai avuto la sensazione di questa situazione dura, mi ha sorpreso molto».Lei ha detto in passato che a Trigoria bisogna crescere. Al di là della situazione con Ranieri, in che aspetto bisogna crescere? «Io non ho fatto nulla, punto. Non è una mia situazione, non l'ho fatta io, non mi mettere sullo stesso piano, non sono andato contro nessuno. Trigoria centra, è dove si fa calcio e dove spero si faccia calcio. Io cerco solo questo, sono fuori dalle altre questioni. Tutte le altre componenti sono di alto livello, da avere sempre uno stadio pieno e una città che segue con continua passione. Vorrei che anche voi tornaste a parlar di calcio. Sono stato tirato dentro in queste situazioni e voglio parlare di calcio, di gioco, di squadra, di giocatori e di quello che si può dare per dare delle soddisfazioni». Domani torna Dybala. C’è la possibilità di vederlo dall’inizio insieme a Malen o è ancora presto? «Mi sembra difficile, Paulo ha ricominciato questa settimana dopo quasi 90 giorni. Dall'inizio lo escludo, è una questiona sua di fiducia, non di condizione ma nel calciare, nel contrasto…».Le prossime cinque partite di Dybala cambieranno il suo futuro a Roma? «Le sue prestazione possono orientare il finale di campionato, ci da maggiore valore. Lui e Malen hanno giocato solo una partita, siamo tutti curiosi di vederli giocare insieme, anche con qualcun altro. Parlare di futuro oggi è difficile, ci sono 5 partite e non sono poche, sono 15 punti e sono tutti da giocare. In questo momento cerco di tenere altissima la concentrazione della squadra, abbiamo impegni che non possiamo sbagliare con la volontà di fare più punti possibili».Come siamo arrivati dalla conferenza stampa di presentazione con Ranieri a questo punto? «Non lo so, le vicende sono state sotto gli occhi di tutti. Non mi sento di commentare, ne sono stato fuori e non partecipo a questa macchina del fango che giornalmente è attiva. Continuo a lavorare sulla squadra cercando di fare bene domani».Secondo lei in Italia è possibile per un allenatore assumere il ruolo da manager all’inglese? Le piacerebbe questo ruolo? «Più che mai c'è bisogno di lavorare da squadra, ai giocatori di adattarsi ai ruoli, raggiungere traguardi insieme. Anche in sede di mercato l'allenatore deve fare il suo ruolo ed essere complementare con il ds. Oggi è diverso, ds e allenatore dovrebbero essere responsabili insieme nei risultati e nella formazione della squadra, dovrebbero viaggiare in coppia. Molto spesso succede che il direttore sportivo parlava con l'allenatore e poi parlava con un altro tecnico per dirgli di tenersi pronto. Anche le proprietà vanno coinvolte, i numeri sono tanti e le decisioni importanti, bisogna capire le esigenze del mercato. Bisogna capire le difficoltà che i direttori sportivi incontrano sul mercato, e i ds devono capire le difficoltà degli allenatori per costruire delle squadre, sempre con un obiettivo unico: migliorare la squadra». Il rapporto con Massara Con Massara è complementare? «Non lo so, Massara è una brava persona, sotto l'aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un feeling, ma sempre solo una questione tecnica, mai niente di personale. Il mio modo di giocare era un po’ diverso, ma ho sempre fatto richieste in questo senso. Se andremo avanti insieme lo deciderà la società».Il poco feeling con Massara ha rallentato la crescita della squadra? «Io rispetto il lavoro. Non è che non fossi contento delle operazione del direttore, ho sempre lasciato grande libertà, io certi giocatori non li conosco, è il suo mestiere. Non c'è mai stata una chiusura, ho sempre detto di rinforzare la squadra davanti. Non mi sembrava una richiesta così straordinaria, ma una cosa comune per un allenatore nuovo che ha un certo modo di giocare. Io non ho mai messo veti. Ho sempre cercato di insistere sull'attaccante. Poi non è che non è stato fatto, ma era il punto focale. Secondo voi è una cosa così difficile che può creare questa situazione?».A lei quest’anno è mancato parlare di calcio? «Si, avrei voluto parlare molto di più di calcio. Starei tutto il giorno a parlare di calcio, anche con voi tante volte ci si ferma. È una mia deformazione ed è molto più piacevole, si tolgono tanti veleni. Per me non è mai abbastanza parlare di calcio, ritengo fondamentale confrontarsi e capirsi di più. Non devo mettere altre situazioni, devo solo parlare di calcio e confrontarmi per migliorare la squadra».C’è un obiettivo minimo che la società le ha chiesto? «No, ma guardiamo ancora avanti. Poi quando non potremmo farlo più ci accontenteremo di altre cose».Avete già parlato della prossima stagione con la proprietà? Ora è il momento di fare filotto di risultati? «Quello sempre, ma man mano che passano le giornate i margini di errore diminuiscono, non si può sbagliare. Sul resto no, siamo impegnati in questo campionato e lo saremo fino al 24 maggio. Quando la società lo riterrà opportuno penseremo al futuro».Contro l’Atalanta ha visto dei miglioramenti da parte della squadra? «La squadra è stata straordinaria. Abbiamo avuto un periodo in cui farci gol era difficile. Se valuto tutte le partite che abbiamo giocato credo che il rendimento difensivo sia stato di assoluto livello».Tornando sul feeling con Massara. Sull’operazione Sancho cosa è realmente successo? «Non si poteva fare perché giustamente la proprietà non voleva. Punto». La delusione in Europa Cosa non è andato nelle due partite di Europa League contro il Bologna? «Abbiamo fatto qualche errore ma tante cose buone. Nelle due partite abbiamo fatto anche di più. Abbiamo perso ai supplementari, la squadra ha fatto una buona partita all'andata, al ritorno ci siamo sempre trovati a dover recupeeare. Sono state due prestazioni di livello. il Bologna è un'ottima squadra, con una panchina importante che lo scorso anno faceva la Champions. Sono stati bravi ma sono state due partite forti. Come è stata una partita forte con l'Atalanta. Nelle ultime partite questa squadra mi ha dato soddisfazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA