Il centrocampista della Roma, reduce dalla qualificazione in Champions, ha ricevuto il Premio Arancio dalle mani del campione del mondo del 1982 Lorenzo Scattareggia 25 maggio - 14:03 Pisilli: "Una grande emozione andare in Champions. Ho sempre seguito Gasperini" Mattinata di sport al Circolo Canottieri Aniene, dove l’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana) ha consegnato i premi dedicati alla stagione appena conclusa. Atleti, dirigenti e protagonisti del mondo dello sport hanno riempito il salone del circolo in una giornata ricca di volti noti del calcio e del giornalismo sportivo. Tra i protagonisti dell’evento anche Niccolò Pisilli, vincitore del Premio Arancio. Il centrocampista della Roma, reduce dai festeggiamenti per la qualificazione in Champions League conquistata ieri, ha ricevuto il riconoscimento dalle mani di Marco Tardelli, campione del mondo nel 1982. Presenti alla cerimonia anche l’ex giallorosso Ubaldo Righetti, Riccardo Mancini e diversi volti noti del giornalismo sportivo, tra cui Pierluigi Pardo, Giulia Mizzoni e Riccardo Cucchi. Pisilli: “Una grande emozione andare in Champions. Ho sempre seguito Gasperini”Prima della cerimonia, Pisilli ha parlato del traguardo raggiunto con la Roma e dell’importanza del lavoro di Gasperini: "È molto bello tornare in Champions League dopo tanti anni, è una grande emozione. Abbiamo lavorato duramente tutto l'anno e siamo molto contenti. Ci abbiamo creduto tutto l'anno perché siamo stati molto costanti. Quest'anno siamo stati sempre in quelle posizioni, a volte eravamo tra le prime quattro o fuori per qualche giornata, ma non c'è mai stato uno stacco di punti notevole dalla quarta e quindi ci abbiamo sempre creduto". Poi sull'importanza di Gasperini: "È stato molto importante. Ha portato le sue idee, la sua personalità. Siamo stati bravi a seguirlo, e soprattutto nella seconda parte della stagione, credo che siamo riusciti a mettere in campo le sue idee al meglio. Abbiamo compreso meglio i concetti e abbiamo espresso anche un buon calcio per tante partite. La sua storia parla da sé. Ha fatto migliorare tantissimi calciatori, tantissimi giovani. L'ho sempre seguito in ogni allenamento e, allenamento dopo allenamento, sono cresciuto e sono riuscito a ritagliarmi un mio spazio". Il siparietto con TardelliIl centrocampista della Roma è stato anche protagonista di un simpatico siparietto con Tardelli che ha ammesso di notare delle somiglianze con la sua giovinezza. "Da come parla è un ragazzo molto maturo e che sa cosa vuole. Penso che lo abbia dimostrato in questo campionato. Il problema è che è solo l'inizio, ora deve migliorare sempre e stare molto attento durante gli anni successivi. E' fantastico, poi somiglia a me... (ride, ndr). Lui è un po' più robusto di me di qualche anno fa", ha ammesso il campione del mondo 1982. Poi è intervenuto Pisilli, parlando dell'onore di indossare la maglia della Nazionale: "Vestire l'azzurro è sempre un onore. Speravamo tutti di giocare il Mondiali quest'estate, ma non ci siamo riusciti. Dobbiamo guardare al futuro con fiducia e ogni volta che sono chiamato a vestire la maglia azzurro per me è un onore". Pisilli tra premio e futuro: “Il 2-1 a Parma ci stava per far crollare il mondo addosso”Pisilli ha poi concluso ringraziando per il riconoscimento e alzando l’asticella per il futuro: "Innanzitutto grazie a voi per questo premio, è un onore promesso anche qui. Per quanto riguarda la serata, ieri è stata un'emozione fortissima, siamo contentissimi. Abbiamo lavorato un anno e siamo molto soddisfatti del risultato. Nel calcio nessuno ti regala niente, ma siamo stati costanti durante tutto l'anno. Abbiamo lavorato, non abbiamo mai mollato e alla fine il risultato ci ha sorriso". E sui possibili momenti di depressione nel corso della stagione: "No, non c'è stato un momento di depressione perché alla fine siamo sempre stati in classifica. Se dovessi dire un momento in cui sembrava che ci stesse crollando il mondo addosso sarebbe il 2-1 subito a Parma. Quella è stata una rimonta diciamo molto sofferta però durante la stagione ci abbiamo sempre creduto perché siamo quasi sempre stati nelle mie quattro posizioni e nei momenti in cui non ci stavo comunque stavamo sempre a pochi punti di distanza". Sulla sua crescita nell'arco della stagione: "Io ho sempre guardato giorno dopo giorno, cercavo sempre di migliorarmi, di capire cosa mi chiedesse il mister e di cercare al meglio di migliorare le cose su cui magari stavo un po' più indietro rispetto agli altri. Poi per fortuna ho avuto le mie opportunità, a volte sono stato bravo a coglierle e poi mi sono ritagliato il mio spazio". © RIPRODUZIONE RISERVATA Commenta Continua la lettura Commenti Invia Commento Tutti Leggi altri commenti