Fabio Capello, former Roma head coach and current commentator, shared an anecdote about managing young players during his time at the club. Speaking at the European Golden Boy event, Capello recalled his experience with two academy prospects: Daniele De Rossi and Alberto Aquilani, both of whom trained with Roma's first team during his tenure.
Capello explained his philosophy on youth development, emphasizing that young players benefit from training alongside established professionals and experiencing different environments through loans. He stated: "I was convinced that Aquilani was better than De Rossi, because technically he was superior. I made Aquilani debut with Triestina and he played with fear, then when I put De Rossi he played as he did in training. De Rossi was ready, Aquilani no." The former Milan and Real Madrid manager argued that young talents develop faster when exposed to higher-intensity football and working with elite players, rather than being confined to reserve squads or relegated to exclusive youth structures.
Capello's comments reflect his broader critique of modern youth development strategies. He advocated for integrating 4–5 young players into first-team training at elite clubs, believing this approach accelerated technical and tactical improvement. De Rossi went on to become a Roma legend, while Aquilani's career trajectory diverged differently.
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L'ex tecnico della Roma, parlando della gestione dei calciatori più giovani, ha ricordato un aneddoto della sua esperienza in giallorosso sul tema Redazione 20 maggio - 18:32 De Rossi torna a Roma: la sorpresa al figlio fa commuovere i social Fabio Capello, ex allenatore della Roma e oggi commentatore, ha preso parte all'evento “Global Launch of the 100’s” dell’European Golden Boy in corso di svolgimento a Solomeo. Dal palco il tecnico dello Scudetto del 2001 ha svelato un retroscena della sua esperienza in giallorosso con protagonisti Daniele De Rossi e Alberto Aquilani. Di seguito le sue parole, riportate da TMW: "Adesso si cerca di fare le seconde squadre per non mandare in prestito i giovani. Questo fa sì che il giovane faccia esperienza in casa, ma secondo me il farla fuori ti dà qualcosa in più perché fa maturare. Quando cambi città, paese, abitudini, tutto ti aiuta sul futuro. Io per questo non sono troppo d’accordo sulle seconde squadre. E poi sono convinto che i giovani vadano allenati con la prima squadra, perché si gioca un calcio più veloce. E noi questa velocità di gioco l’abbiamo persa. Quando allenavo il Milan, la Roma, il Real Madrid, c’erano sempre 4-5 giovani che si allenavano con noi e questi imparavano moltissimo, perché lavoravano con i più bravi, con i più veloci, solo così puoi migliorare tecnicamente. Alla Roma avevo De Rossi e Aquilani che si allenavano con la prima squadra. Ero convinto che Aquilani fosse più bravo di De Rossi, perché tecnicamente era migliore. Feci esordire Aquilani con la Triestina e giocava con paura, poi quando misi De Rossi giocava come lo faceva in allenamento. De Rossi era pronto, Aquilani no". © RIPRODUZIONE RISERVATA Commenta Continua la lettura Commenti Invia Commento Tutti Leggi altri commenti