Gasperini and Full Backing: Roma Avoids Inter's Past Mistake
Analysis·26 April 2026·45d ago

Gasperini and Full Backing: Roma Avoids Inter's Past Mistake

Source: Forza Roma

AS Roma has committed to Gian Piero Gasperini as head coach with complete confidence and without conditions, marking a shift in how Italian elite clubs handle the demanding tactician. Unlike Inter in 2011, when the Nerazzurri appointed Gasperini following their Club World Cup victory but abandoned the project after poor early results and incomplete squad-building, Roma has chosen to support him long-term and construct a coherent technical project around his methods. The club's approach signals that Gasperini is no longer a coach to test but one to either fully back or part ways with entirely.

Gasperini's appointment comes following Claudio Ranieri's departure, whose exit message—"AS Roma comes before everything"—set the tone for the club's renewed strategic direction. Roma has accepted Gasperini's direct, uncompromising style without attempting to soften or adapt him, treating him as the central reference point of the project rather than merely an interim solution. His conduct during the recent victory over Bologna, including his vocal intensity throughout the match, reflects his engagement with the role. The key difference from the Inter experience is time and patience: Roma is willing to grant Gasperini an extended period—roughly a year or longer—to build the club's identity, rather than judge results over mere months. This represents Roma's confidence in his vision and commitment to avoiding the hasty decisions that derailed previous managerial appointments.

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Gasperini e la piena fiducia di una big: la Roma non commette l’errore dell’Inter - Forzaroma.info Forzaroma.infoI migliori video scelti dal nostro canaleforzaroma news as roma Gasperini e la piena fiducia di una big: la Roma non commette l’errore dell’Internews as romaGasperini e la piena fiducia di una big: la Roma non commette l’errore dell’InterGetty ImagesGasp è un allenatore da sostenere o da perdere. La Roma ha scelto la prima strada. E per la prima volta una big italiana non ha avuto paura del suo modo di essere Federico Grimaldi Collaboratore 26 aprile - 13:50 La Roma entra in una nuova fase. Lo fa con decisione e con la consapevolezza di chi vuole costruire qualcosa di solido, affidandosi a un’idea chiara e a una guida ben definita. Le parole del comunicato d’addio di Ranieri - “La AS Roma viene prima di tutto” - non sono solo un saluto, ma una traccia: il club viene prima di ogni singolo nome, anche quando questi pesano. In questo scenario, Gasperini diventa il punto di riferimento. Un tecnico che non ha bisogno di presentazioni, per storia, identità e metodo. Schietto, rigoroso, profondo conoscitore del gioco: caratteristiche che la Roma ha spesso avuto a disposizione, ma non sempre saputo mettere a sistema. Oggi però il contesto è diverso, più definito, più coerente. La fiducia rinnovata nei suoi confronti segna un passaggio importante: quello verso una piena responsabilità tecnica, tipica delle grandi squadre.Perché la Roma, al netto delle difficoltà recenti, resta una big del calcio italiano. E da qui nasce il punto chiave: i giallorossi non hanno scelto di frenare Gasp, né di ridimensionarlo. Al contrario, ha fatto qualcosa che in passato le grandi non avevano fatto con lui, come accadde all’Inter nel 2011: non interrompere il percorso, ma sostenerlo. Per la prima volta una big lo mette davvero al centro, senza condizioni, costruendo attorno a lui un’idea tecnica precisa. E questo cambia la prospettiva. Gasperini non è più solo un allenatore chiamato a incidere, ma il riferimento attorno a cui si struttura il progetto. Le sue parole dopo la vittoria col Bologna parlano di 'responsabilità', ma oggi assumono un peso diverso: quello di una guida. Ora ha in mano le chiavi della Roma. E quelle urla per 90 minuti contro i rossoblù, lo dimostrano più di qualsiasi parola. Getty ImagesL'Inter come inizio, la Roma come fine— C’è un modo di essere Gasperini che non cambia mai: diretto, spigoloso, impossibile da addomesticare. Non è mai stato l’allenatore della mezza misura, né quello da raccontare con aggettivi comodi. Con lui si prende tutto o non si prende nulla. Il pacchetto completo, nel bene e nel male. La Roma ha scelto di prenderselo tutto. Non di adattarlo, non di smussarlo, ma di accettarlo nella sua interezza, provando a costruire attorno a lui qualcosa che abbia una forma precisa e un tempo lungo. Metterlo al centro non è solo una decisione tecnica: è una dichiarazione di fiducia. Eppure questa storia non nasce oggi. Gasperini, in una grande del calcio italiano, c’era già stato. Solo una volta. Era il 2011, l’Inter reduce dalla vittoria del Mondiale per Club, convinta di poter aprire un nuovo ciclo proprio con lui. Due anni di progetto, almeno sulla carta. Le analogie con il presente iniziano lì, nelle intenzioni. Poi però arrivano le richieste, nette, come sempre: esterni per il suo 3-4-2-1, attaccanti con caratteristiche precise, profili come Tevez.Ma il mercato non risponde. La rosa resta incompleta, fragile, lontana dalla sua idea di calcio. E lui si ritrova a improvvisare, a forzare equilibri, a piegare uomini fuori ruolo a un sistema che non riconoscono. Il risultato è rapido e spietato: Supercoppa persa contro il Milan, tre sconfitte nelle prime quattro di campionato. Il progetto si spezza subito, troppo presto per diventare davvero progetto. Rescissione consensuale, cambio in panchina(casualità, con Ranieri al suo posto) e l’Inter che volta pagina. Allora fu una scelta chiara: non continuare con Gasperini. La Roma, oggi, sembra aver deciso l’opposto. Non giudicarlo in pochi mesi, non chiedergli di rinnegare ciò che è. Accettare il tempo, accettare il metodo, accettare anche le frizioni. Perché un anno - forse poco più - non basta per costruire un’identità. E questa è la differenza. Gasp non è più un allenatore da provare. È un allenatore da sostenere o da perdere. La Roma ha scelto la prima strada. E per la prima volta una big italiana non ha avuto paura del suo modo di essere.Leggi anche Dybala, Joya in bilico: quattro finali per rinnovo e Champions Roma, l’infermeria si svuota: ieri Dybala e Wesley, ora tocca a Koné © RIPRODUZIONE RISERVATA

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