Da Monchi a Gasp-Massara, è sempre l’anno zero: nella Roma programmare è un tabù - Forzaroma.info Forzaroma.infoI migliori video scelti dal nostro canaleforzaroma news as roma Da Monchi a Gasp-Massara, è sempre l’anno zero: nella Roma programmare è un tabùnews as romaDa Monchi a Gasp-Massara, è sempre l’anno zero: nella Roma programmare è un tabùGetty ImagesAlla Roma la storia pare non aver insegnato niente, di sicuro negli ultimi 9 anni: solo il tandem Mourinho-Pinto ha programmato insieme più di una sessione di mercato Francesco Iucca Collaboratore 22 aprile 2026 (modifica il 22 aprile 2026 | 12:20) La storia si ripete. La parola 'programmazione' sembra diventata una sorta di tabù, per la Roma dei Friedkin come è stato in realtà anche negli anni precedenti con Pallotta. I continui cambi di allenatore e direttore sportivo hanno costretto troppo spesso la Roma a interrompere un percorso e ripartire da zero o quasi. Oltre ai giocatori, il punto è stata proprio la gestione del management e del settore tecnico. Partendo ad esempio dall'era Monchi iniziata nel 2017 (quindi il post-Sabatini e poi Massara), l'ufficialità è arrivata a fine aprile con Luciano Spalletti in panchina. Già qui il primo cambio, visto che poi è arrivato Eusebio Di Francesco ma solo a metà giugno. Questo vuol dire che allenatore e ds non hanno potuto programmare con calma la stagione successiva, considerando il mese di aprile-maggio già ritardo. Questo perchè entrambe le parti devono anche avere il tempo di conoscersi e conoscere a fondo la rosa, parlare con i giocatori, capire che mercato hanno, decidere una linea sui contratti in scadenza a giugno. E poi, soprattutto nella gestione Friedkin, scegliere i giocatori da sacrificare sull'altare del Fair Play Finanziario.Monchi e Di Francesco hanno avuto la possibilità di costruire la sessione estiva del 2018 insieme, ma è la stagione che ha poi portato all'addio a marzo sia del mister che del direttore sportivo. Il nuovo tandem dell'estate 2019 è Fonseca-Petrachi, entrambi però annunciati a giugno inoltrato, per cui di nuovo programmazione e sessione estiva 'mozzate'. Non a caso continuano ad arrivare fallimenti sul campo. Si arriva così al passaggio del club nella mani di Dan Friedkin. Comunicato ufficiale: 17 agosto 2020. E il ds Petrachi che aveva già dato l'addio - almeno ufficialmente - a giugno. Altra campagna trasferimenti improvvisata. Così dritti fino al 2021, il colpo di teatro a inizio maggio con l'annuncio di José Mourinho che però entra a Trigoria solamente a luglio. Nel frattempo a gennaio era arrivato il nuovo general manager, Tiago Pinto. Questo è praticamente l'unico tandem che ha avuto in qualche modo la forza di durare per ben tre sessioni estive di mercato. Un record praticamente. Con rapporti non sempre idilliaci magari, ma tra un 'mercatino' e l'altro arriva il primo trofeo europeo della storia della Roma, quasi seguito dal secondo. Certo, tanto del merito va ovviamente a una leggenda come Mou ma intanto è un dato di fatto anche questo e come tale va registrato. La coppia portoghese passa insieme le estati 2021/22, 2022/23 e 2023/24. Fino all'ennesima tabula rasa di inizio 2024. Getty ImagesRoma, la storia non insegna. Dopo Pinto-Mourinho un continuo azzerare— Annuncio della risoluzione consensuale con Pinto il 4 gennaio (con effetto dopo la sessione di mercato invernale), esonero del mister il 16 gennaio tra le lacrime di tutti. La Roma trascorre mesi senza direttore sportivo, fino all'ufficializzazione di Ghisolfi solamente a maggio. Circa un mese dopo la conferma ufficiale - anche se senza firma sul rinnovo - per Daniele De Rossi a poche ore dal ritorno di Europa League col Milan. Anche qui, in sostanza, il lavoro di squadra vero e proprio a Trigoria parte con la stagione praticamente finita. E con un rapporto tra i due - con l'aggiunta della mina vagante che risponde al nome di Lina Souloukou - anche qui mai decollato. Segue la stagione da incubo con Juric e poi Ranieri che quasi la trasforma in sogno sfiorando la Champions. Ma sir Claudio decide di non rimanere in panchina e allora altro giro, altra coppia. Anzi stavolta è un trio. Con l'addio ufficiale a Ghisolfi, già da tempo con un piede fuori dalla Roma, a metà giugno. Ecco quindi Massara e Gasperini, annunciati rispettivamente il 19 e 6 giugno. Anche qui, si parte con l'handicap. Con una coppia che, ancora una volta, si è rivelata incompatibile e con un senior advisor 'pesante' in più.Ma non è finita, visto che - al netto dei comunicati ufficiali - la direzione è sempre la stessa per l'estate 2026. Siamo ad aprile e a Trigoria c'è (di nuovo) il caos. Con i Friedkin che hanno scelto di trascinare il duello Gasp-Ranieri+Massara fino a fine stagione nella speranza che magicamente si risolva tutto da sé. Costringendo quindi la Roma a non poter programmare con allenatore e ds la stagione successiva, ripartendo inevitabilmente con un nuovo percorso. Un altro anno zero. Che l'addio sia uno solo o doppio, o magari triplo. Con un bilancio da sistemare entro il 30 giugno e dei contratti in scadenza pesantissimi - non solo economicamente - da gestire. Per di più ancora verosimilmente senza Champions. A lavorarci ora è Massara, che però non sa se tra un mese sarà ancora nella Roma. La storia si ripete, senza aver insegnato granché.Leggi anche Earth Day 2026, la Roma sul Tevere con AMA e Ogyre: oltre 90 chili di rifiuti raccolti Castellitto: “Nella vita bisogna scegliere e noi dobbiamo credere in Gasperini” © RIPRODUZIONE RISERVATA